PRIMA PRESENTAZIONE !!!



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La nuova raccolta di poesie di 
STEFANO STRAZZABOSCO

Sabato 6 Aprile 2013
alle ore 18,45

alla LIBRERIA CAlibrì
Corso del Popolo 210
a Rovigo

NOVITA'

ABSE di Anna Maria Farabbi
pp. 144, euro 17,00 isbn 978-88-89615-48

"LA CAROVANA DI SALE"
preistoria del poema

Io credo nella poesia.
E credo che la poesia non ha vinti né vincitori né graduatorie.
... Io credo che la sua potenza sia disarmante: toglie armature,
duelli, eroismi, tattiche sanguinarie per la conquista
della corona. Disarmante, appunto, perché scintilla nella
sua nudità. Folgora, perché è estranea a ogni misura.(...)
 
 
 
 

 
TRAMA
ho attraversato l’abse, il nulla
nel nulla ho trovato un paese
nel paese sono entrata
attraversando questi nodi pubblici:
la prima porta
la bottega dell’acqua
l’osteria del buio rosso
la piazza
la scuola
la biblioteca
l’ostia
l’asilo
l’ospizio femminile
il cimitero
ho infilato ogni filo creaturale nella mia cruna interiore
nascendo questo poema
io viaggio e canto
portando ovunque comunque
l’ io profondo nel mio corpo che è la mia casa
 *****
"Le rose esplodono. Con la bambina in corsa
che le stringeva in pugno
portandole ridendo a sua madre.
Nel sogno la ricompongo. Piango.
Divoro i petali e l’intera primavera.
Il soldato mi chiede i documenti del mio pellegrinaggio:
vengo dal petto della madonna del latte
camminando il solstizio d’inverno l’età della pietra
e della mia natività. Passata presente e futura.
Vengo dalla cultura della madre
che soffia polline fosforico dentro il buio di ogni grotta
e riconosce uguali ebrei palestinesi preti di cristo
tu e io nessuno escluso. Il tempio
è il tempo: un’unica cosmica pancia dentro cui nevica.
O sono falde condensate di latte che scendono ora
coprendo per pietà il sangue
tra le rovine e i morti: il soldato mi spara.
Io sono la bimba o sono la rosa del rogo
nella striscia infernale di Gaza
durante questo eterno assassinio di massa:
in nome del padre del nonno del figlio
del profeta rabbino papa o patriarca
lanciando il sasso lo sparo la bomba atomica.
Io sono una piccola poesia femmina di voce o di carta
un palmo laico in offerta contro vento
contro il delirio dell’io del d/io
contro la cultura del lutto e del possesso.
diario di un sogno emorragico:
da Gaza al resto del mondo"

Daniela Raimondi – La Regina di Ica


2012, pp.88, € 13,00

“Il poema si staglia con la forza limpida di un’architettura
simmetrica, sostenuta da due fuochi spirituali:
due preghiere artesiane invocano acqua potabile
che idrati interiormente e renda liquida ogni densità,
che ogni stanchezza si sfarini in quiete, lievità,
suoni tranquilli del mattino.
Batte la lingua italiana accanto a quella inglese sulla
stessa pancia del tamburo.
E la mano che danza la scrittura è femminile. Anche
questo elogio.”
dalla prefazione di Anna Maria Farabbi


Le stanze segrete di Frida
La casa blu, la pioggia,
un fascio di calle e i quetzal.
Un piccone sventra la stanza murata,
strappa la carta dalle pareti.
Il raggio di luce cade su un mosaico di stelle.
Nella grotta segreta splende la lampada di Aladino:
perle e bracciali d’argento, la seta e il broccato,
ametiste e cristalli.
L’oro dei Maya trabocca dalla vasca da bagno.
Ci sono biglietti dell’autobus,
il ventaglio, il rossetto,
le piccole mani di Pablo,
un testo di Trotskij e parole d’amore.
Nel ritratto di nozze, Frida ha il viso di una vergine ebrea.
Alla sua festa di sposa il re sorrideva.
En las calles corría una música alegre,
un canto suave de pajaros y niños.
Nella penombra, c’è l’armatura di ferro
di una regina dalla schiena spezzata.
Su una sedia, la sua sottoveste di raso
e scialli di lino, il rosso e il cobalto,
le ciprie e i gioielli.
Nell’aria una polvere bianca, una polvere bianca.
Odore di muffa. Odore di urina.
Un gatto fugge dal vetro rotto di una finestra.
Sul tavolo, c’è il giornale stampato
nel giorno della sua morte
y la foto de un cuerpo de nacar y miel:
i suoi occhi da cerva,
il lenzuolo abbassato sui fianchi
e sotto il lenzuolo la gamba di legno.
Nel fondo delle pupille
Frida conserva il ricordo di un feto senza polmoni,
il dolore delle anche malate,
la neve a New York.
Ella cerraba los ojos del niño
y la nieve caía,
la nieve volaba en el cielo de Brooklyn.
Uno schizzo a matita.
La donna bionica cerchiata di ferro,
la foto di Georgia premuta sul cuore.
Il capezzolo rosa e Parigi, la nebbia.
L’amore di Diego.
Il dolore.
Nella stanza segreta
resta un poco di cenere sul fondo dell’urna.
Se ascolti, senti ancora il respiro,
il suo cuore che pulsa
fra i fiori e la colla della parete.

Caro lettore,

diventa socio del Ponte del Sale e riceverai a casa, a partire da gennaio, i 6 libri in programma per il 2013:

  1. Abse di Anna Maria Farabbi, n. 28 della collana “La porta delle lingue”. A dieci anni dal memorabile Adlujé, con il quale ebbe inizio la nostra avventura editoriale, un altro canto della madre che abbraccia il mondo

  1. Lungo le bianche strade provinciali: poeti veneti da Valeri a Bandini di SILVIO RAMAT n. 2 della collana “Saggi in 32”. Valeri, Barolini, Pascutto, Rebellato, Zanzotto, Bandini

3) Poesie di Stefano Strazzabosco n. 29 della collana “La porta delle lingue”. Un inedito, singolare innesto di surrealismo vicentino e ispanoamericano.

4) Parla la luce con voce di cornacchia di Tomi Kontio, a cura e traduzione dal finlandese di Antonio Parente Il Labirinto del mondo n° 11.o: Una ricetta per l’acqua di Gillian Clarke, a cura di Giorgia Sensi

5) Compitu re vivi, di Sebastiano Aglieco, n. 30 della collana La porta delle lingue. Le ritrovate radici sicule avvinte alle vicende di un viandante curioso

6) Rovigo negli occhi. Da Montaigne a Herbert di SERGIO GARBATO n. 5 della collana "Orbis Pictus". Tracce di viaggiatori europei nel loro passaggio polesano, raccolte e raccontate

con voce affabile da un viaggiatore immobile.

 Regalati e regala un abbonamento al Ponte del Sale per il 2013.

La quota, comprensiva delle spese postali, è di 60,00 euro (non c’è invece limite alla quota sostenitrice).

In più, il primo numero della nuova collana SIMILIA, riservata ai soci, che affiancherà di volta in volta, un poeta e un artista:

Due poesie di Marco Munaro, disegni di Giosetta Fioroni,Similia N. 1, edizione non venale, riservata ai soci, in duecento esemplari numerati, realizzata in occasione degli ottant’anni di Giosetta il 24 dicembre 2012.

 SAPERE AGERE LOQUI

Buon 2013 !


Poesia a Casa Ariosto

Lunedì 3 dicembre ore 21,00
alla Casa Ariosto, via Ariosto 67 a Ferrara

MARCO MUNARO

 leggerà brani di Virgilio, Bino Rebellato e Zbigniew Herbert 

per il ciclo 'I Poeti dei poeti'




 

In collaborazione con Libreria SOGNALIBRO

via Saraceno 43 - 44121 Ferrara

http://www.sognalibro.com/


Per informazioni

Musei Civici di Arte Antica

via Cisterna del Follo 5 - 44121 Ferrara

Telefono: 0532 232933 - Fax: 0532 761117

arteantica@comune.fe.it

 

 

Avvisi


1- La redazione de Il Ponte del Sale ha deciso di sospendere da ora fino a data da stabilirsi la valutazione di  nuove proposte editoriali.

2- ATTENZIONE! AVVISO AI NAVIGANTI
L’UNICO  sito dell’associazione Il Ponte del Sale è questo : http://ilpontedelsale.csvrovigo.it/!

Giorgio Luzzi , ricordando Rovigo

L'amico Giorgio Luzzi ci manda questo suo ricordo di Rovigo,  a lungo ripensato dalla sua visita alla città in occasione della rassegna "Verso il solstizio d'estate 2011". Robigo, in latino, significa ruggine.


O INOSSIDABILE ROBIGO                    
 
di Giorgio Luzzi
 
C’è la Piazza Annonaria
il Caffè Borsa
un trust di monumenti patrioti
Dunque ci sto a Robigo ci sto
Vedi c’è una fontana a quattro
concentriche vasche i piccioni
meno che altrove
mi sparano i loro
feticci diretri
Vedi ci sono feriali
 
viali che meno tetri
lungamente compaiono dei nostri
Stanno sorpresi i chiostri
tra basse sempre da poco
ripitturate case
di fresche vernici che hanno
nascoste le cicatrici
Robigo è così
la ruggine antica
l’hanno tolta da qui
 
Ornarelle panchine
hanno pietra ricurva
di un impasto
di sassoletti e malta
carezzano la schiena
risparmiano sull’oro
secondano la spina
del dorso qui a Robigo
sciogliesi la fierezza del liberto
Qui per ogni vena
 
mi trema un chiarire
di novizio mi trema
favella favilla di luce
di Vanni Cantà le sue canapi
dipinte e gli spazi
che dentro hanno un piovere
che ha negoziato col sole
la patria perduta dei corpi
Cantà la gnosi clandestizia
e di Munaro versore
 
e principe donativo
l’uomo incorrotto
delle fatiche gentili
Quattro lì vidi cavalli montati
da signore speziate
dai seni svelati in foulards
attendono lo start
Ma la signora in rosa
suo minimo cane si addentra
in top avventurato e rigoglioso
 
le fiuta nella valletta
che apre in due la delizia
dei maschi mortali
tutto a Robigo
si trae dai piaceri
tesoretto del seno
Adigetto letizia agli indigenti
bigoletti vizietto agli opulenti
E poi i pensieri
che mi affidava Evelina
 
quando cedendo al ristoro
delle nocche nel mento
udimmo la sordina di una tromba
ne risuonò di piccolo
metallo fiorito
possente sul suo soffio
dolce poi la carezza
consegnata al suo tenero
severissimo amore ma è ora
una fiamma si impossessa ecco del vuoto

21 settembre- libreria Antica Rampa- Badia Polesine

Venerdì 21 settembre, ore 21, presso Antica Rampa Libreria Caffè (Via
Carducci, 63 - Badia Polesine), si terrà la presentazione del libro MANO MORTA
CON DITA (Valentina Editrice, 2012), di Nicola Cavallaro e Luca Rizzatello.
Introduzione e conversazione con gli autori a cura di Marco Munaro. A seguire
la proiezione della videoinstallazione di MANO MORTA CON DITA (Prufrock spa,
2012)
Registrazione della serata

a San Basilio, 16706712 L'albero della madre

Con Andrea Longega e Andrea Temporelli
Poeti al lavoro!



Andrea Temporelli

Installazione di Giorgio Mazzon





Pasquale Di Palmo
Saluto delle autorità












Andrea Temporelli


Il medico in silenzio
controlla l’emorragia, non reprime
i lamenti. È paziente.
Contiene la sua scienza
fino al punto di quiete,
poi compie l’opera con molta cura.
Raccoglie in unità
il corpo in corruzione, gli spasmi e la febbre
con calibrate dosi
sconfigge a poco a poco dall’interno.
Rende l’attesa eterna

in precisione.








Marco Munaro presenta Andrea Longega




Andrea Longega



Co sorzàte picole, novèle
che scampava disperae
in serca sotomuro de na sfésa
na volta zogatolava a morte
i mii gati in fornasa.


Gabbris Ferrari presenta l'opera di Giorgio Mazzon


Favole di Fedro - Arquà Polesine 10/06/12

Con Annalisa Usuardi e Gianfranco Maretti Tregiardini




G. Maretti Tregiardini con l'assessore alla cultura Emanuela Chiarion

Nella sala consiliare del Castello

Munaro, Usuardi, Tregiardini
il cervo, illustrazione di Francesco Balsamo



alla finestra il grande tiglio

 Il cervo alla fonte
Quanto è spesso disprezzato
più valore ha del lodato:
lo dimostra chiaramente
il racconto susseguente.
D’una fonte in acqua pura
placa il cervo un dì l’arsura,
ma nel mentre giù riflesso
il sembiante osserva adesso,
alle corna sue ramose
lodi innalza strepitose,
delle gambe invece sprezza
l’eccessiva sottigliezza.
Quivi assorto vien sorpreso
da un pericolo inatteso,
ché di cani e cacciatori
già gli giungono i clamori.
Tra paura e angoscia immani
scappa allor per luoghi piani
e veloce come il vento
sfugge al loro inseguimento.
Ma raggiunta la foresta
la sua corsa qui s’arresta:
ché nei rami attorcigliate
stan le corna sue bloccate
e in tal modo trattenuto
vien dai cani ora abbattuto.
Già vicino ormai alla morte
sì deplora la sua sorte:
“Delle gambe, ahimè, il valore
tardi intendo e a malincuore,
delle corna al vano vanto
devo invece adesso il pianto”.